Dott. Maurizio Radi – Fisioterapista e Osteopata

PERCHE’ E’ COSI’ IMPORTANTE LA CUFFIA DEI ROTATORI DELLA SPALLA ?

La cuffia dei rotatori è un gruppo di tendini che hanno il compito di stabilizzare in maniera dinamica la spalla durante i movimenti. Diversamente dai legamenti, che hanno natura statica, i tendini della cuffia dei rotatori si contraggono in maniera sincronizzata per garantire stabilità  e forza della spalla. I tendini della cuffia dei rotatori sono quattro: il tendine sovraspinato, il tendine sottoscapolare, il tendine sottospinato e il tendine piccolo rotondo. A questi può essere aggiunto anche il capo lungo del bicipite. Ogni tendine può essere oggetto di rottura causando problematiche nella funzione della spalla in special modo alzando il braccio sopra la testa oppure portandolo dietro la schiena.

QUANDO AVVIENE UNA LESIONE NELLA CUFFIA DEI ROTATORI COSA ACCADE?

La cuffia dei rotatori può essere soggetta a rotture, a causa di traumi (una distorsione, una lussazione di spalla, una caduta) oppure per l’usura del tempo.

Nelle lesioni traumatiche della cuffia dei rotatori si percepisce come uno strappo nel momento in cui il tendine si rompe. Sovente si tratta del tendine sovraspinato che è quello più frequentemente sollecitato, ma anche il sottoscapolare può essere interessato in particolare nei traumi ad alta energia. In seguito a una lussazione di spalla, su persone che hanno più di 40 anni, deve essere sempre considerata anche una lesione dei tendini della cuffia dei rotatori. La maggior parte delle lesioni tuttavia si verificano negli anni per l’usura dei tendini. Ancora una volta il tendine sovraspinato è il primo che si rompe. Nei casi più gravi possono essere interessati anche il sottospinato e il sottoscapolare.

QUALI I SINTOMI ?

I sintomi più importanti di una lesione della cuffia dei rotatori sono il dolore e la mancanza di forza. Essi sono tanto più evidenti quando le lesioni hanno origine traumatica, in quanto da un momento all’altro ci si trova senza una struttura fino a quel momento funzionante. Nelle lesioni degenerative, invece, il consumo e la rottura dei tendini si verifica gradualmente dando il tempo alla spalla di trovare una forma di compenso. In genere ci si rende conto della presenza di una lesione non traumatica molto più in là rispetto a una lesione traumatica. Una lesione della cuffia dei rotatori può essere quindi avvertita a causa del dolore, quando si solleva il braccio e rendendo difficile il sollevamento di pesi sopra la testa. Talvolta, può essere complicata anche l’esecuzione di lavori reiterati con il braccio sollevato seppur senza peso. Azioni ricorrenti come usare il pettine e lavarsi possono essere alla base di problemi alla cuffia.

Alcune attività sono poi più interessate, in base al tendine coinvolto. Alzare il braccio è difficile se ad essere lesionato è il tendine sovraspinato, inserire la marcia in macchina o mettere la mano alla bocca senza sollevare il gomito sono azioni colpite da lesioni del sottospinato o del piccolo rotondo. Portare la mano dietro la schiena è complicato nelle lesioni del sottoscapolare.

QUALI TRATTAMENTI APPLICARE PER LA LESIONE ALLA CUFFIA DEI ROTATORI ?

La terapia da attuare in caso di lesione della cuffia dei rotatori si concretizza prima nella riparazione del tendine lesionato, possibile attraverso interventi mini-invasivi in artroscopia. Mediante questi ultimi si può intervenire su tendini lesionato riattaccandoli da dove si sono rotti. L’aspetto fondamentale in caso di lesione, è la velocità con cui si interviene. Prima si agisce e migliori saranno i risultati dell’intervento. Si può intervenire in artroscopia sul tendine sovraspinato, sottospinato, sottoscapolare e sul piccolo rotondo. L’ Artroscopia consente mediante piccoli fori di riattaccare il tendine rotto. Si tratta di mettere in atto una pulizia dell’osso da cui il tendine si è allontanato e reinserirlo.

LA TENOTOMIA DEL “CAPO LUNGO DEL BICIPIDE

Il “capo lungo del bicipite” è un tendine del braccio che ha origine all’interno della spalla. A causa di un evento traumatico o di una degenerazione può essere soggetto ad instabilità, consumarsi e causare dolore. Durante l’intervento artroscopico di spalla questo tendine può essere tagliato e fissato nuovamente al di fuori della articolazione della spalla per togliere il dolore.

ACROMIONPLASTICA IN CASO DI RIPARAZIONE DELLA CUFFIA DEI ROTATORI

Sovente l’acromion plastica si esegue in occasione di intervento in artroscopia per la riparazione della cuffia dei rotatori. Consiste in una limatura dell’osso della scapola che si fa per varie ragioni. Innanzitutto se l’acromion risulta aggressivo durante gli esami preoperatori. In questo caso potrebbe essere all’origine di attriti per i tendini riparati.

PUO’ CAPITARE CHE LA RIPARAZIONE DEL TENDINE NON SIA ATTUABILE ?

Può capitare che la riparazione del tendine diventi non attuabile,in particolare se il sovraspinato si retrae come un elastico. Quando il tendine si rompe, abitualmente si allontana. In tal senso, c’è una classificazione sulla riparabilità dei tendini che si fonda proprio sul grado di retrazione. Altresì ogni tendine ha un muscolo alle sue spalle, che funge da motore. Quando il tendine si stacca, il muscolo non fa più il proprio lavoro. Quando un muscolo non svolge più la propria funzione, si atrofizza e le fibre muscolari sono sostituite da grasso. Un muscolo sovraspinato sostituito da grasso è irreparabile.

COSA FARE IN CASO DI LESIONE IRREPARABILE ?

Ci sono alcune variabili da prendere in considerazione: l’età del paziente, le sue richieste funzionali e quante problematiche causa la lesione della cuffia dei rotatori nella quotidianità.

Una prima soluzione è il trattamento conservativo: il ricorso ad infiltrazioni articolari e la fisioterapia pur non risolvendo totalmente il problema, aiutano a contenerlo. La commistione di infiltrazioni ecoguidate, terapie mediche e ginnastica possono decisamente alleviare i sintomi presenti in caso di lesione del sovraspinato.

Esistono, inoltre, anche altre procedure come i transfer muscolo tendinei. Questi ultimi sono indicati per persone che non abbiano compiuto il 65° anno di età con lesioni irreparabili con perdita di forza e presenza di dolore. In questo caso, in particolare in assenza di artrosi, si può portare dal dorso un tendine a sostituire la funzione di quello che manca. L’operazione è comunque poco invasiva specialmente con alcune nuove tecniche che hanno avuto origine negli Stati Uniti.

In caso di paziente con più di 65 anni con artrosi, si può ricorrere all’impianto di una protesi inversa, in grado di far lavorare la spalla senza la necessità della cuffia dei rotatori.

PROTOCOLLO RIABILITATIVO

A) 0° – 35° gg  post intervento.

È importante:

  • Proteggere la sutura;
  • Alleviare il dolore e lo stato infiammatorio;
  • Favorire la mobilità articolare senza dolore;

Per farlo il paziente deve indossare un tutore per 15 gg  giorno e notte. Può essere tolto in seguito alla prima settimana per fare movimento pendolari accompagnati a mobilizzazione passiva della spalla sul piano scapolare e delle articolazioni adiacenti.

B) 35°– 75°  post intervento

In questa fase si deve:

  • Controllare il dolore
  • Recuperare completamente l’articolarità passiva con mobilizzazioni passive su tutti i piani.
  • idrokinesiterapia
  • iniziare gradualmente esercizi di mobilità passiva a domicilio dopo 15 gg dell’inizio dell’idrokinesiterapia

C) 75° – 90° gg post intervento

L’ultima fase riabilitativa ha lo scopo di:

  • Recuperare totalmente l’articolarità passiva su tutti i piani;
  • Migliorare la forza e la potenza, ultimando il controllo propriocettivo con recupero della gestualità.

D) 90°-120° gg post intervento

Per la fase riabilitativa finale è importante iniziare stretching muscolare; proseguire il rinforzo muscolare, inserire esercizi di coordinazione ed esercizi di lancio con la palla e graduale ritorno allo sport ed all’attività professionale.

Per fare questo si dovrà completare il rinforzo degli stabilizzatori della scapola, degli abbassatori gleno-omerali e  gli intrarotatori ed extrarotatori sui vari piani con elastici a tensione progressiva. Cominciare anche ad effettuare esercizi sotto carico progressivo.

E) Dopo 120° gg intervento

Ripresa dell’attività sportiva

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