Dott. Marino Brunori – Specialista in Ematologia

CHE COSA SIGNIFICA MIELOMA MULTIPLO

Il Mieloma Multiplo è una patologia che interessa il midollo osseo e che interessa prevalentemente persone adulte ed avanti con gli anni. L’invecchiamento della popolazione ha causato un aumento del numero dei casi di Mieloma Multiplo, incrementando l’attenzione nei confronti di questa malattia. 

Il Mieloma Multiplo è un tumore del midollo osseo cagionato da una crescita esagerata di una specifica tipologia di cellule denominate plasmacellule, presente di norma nel midollo osseo e che fanno parte del sistema immunitario. L’età media del Mieloma in fase iniziale è di circa 60 anni. Solamente una minoranza è al di sotto dei 40 anni.

TIPOLOGIE DI MIELOMA MULTIPLO

Esso può essere riscontrato ad uno stadio pre-cancerogeno. Lo stato più precoce è etichettato come MGUS. Non si tratta di un autentico tumore, ma una condizione che prende il nome di “Gammopatia Monoclonale di Significato Incerto”. In quest’ultima, le cellule del Mieloma formano meno del 10 percento delle cellule che compongono il midollo osseo. La possibilità di evoluzione da MGUS a Mieloma attivo è decisamente  bassa. Persino se le cellule mielomatose sono ad un livello che si attesta fra il 10 – 30 percento del totale presente nel midollo osseo, il tasso di crescita può risultare decisamente lento ed è il Mieloma smouldering/indolente o asintomatico. Ambedue queste condizioni possono trasformarsi in maniera molto lenta e non richiedere trattamenti attivi. Decisamente importante è stabilire la diagnosi giusta facendo una distinzione fra MGUS o il mieloma indolente dal mieloma attivo o sintomatico, che ha bisogno di essere trattato.

POSSIBILI CAUSE DEL MIELOMA MULTIPLO

Nonostante negli ultimi tempi siano stati portati avanti diversi studi per riconoscere le possibili cause del Mieloma, ad oggi non esistono ancora dimostrazioni precise. Rispetto ad eventuali fattori genetici predisponenti, sebbene sia stata sottolineata una certa tendenza familiare, si può dire con tranquillità che non siamo di fronte ad una patologia ereditaria, ovvero chi ha un parente stretto affetto da mieloma è esposto ad un rischio di sviluppare la malattia simile a quello di chi non ha familiari affetti.

In un terzo dei casi la diagnosi di Mieloma Multiplo ha origine casuale e si verifica in seguito al riscontro della componente M sottoponendosi ad esami di controllo del sangue. Nelle restanti situazioni ci sono sintomi.

QUALI SONO I SINTOMI DEL MIELOMA MULTIPLO

Il sintomo più frequente è il dolore osseo, generalmente riscontrabile alla colonna vertebrale, anche se, in realtà, può coinvolgere qualsiasi segmento scheletrico del corpo. Il dolore di solito è associato alla presenza di una frattura patologica, dovuta all’ indebolimento localizzato dell’osso stesso da parte della malattia. In diversi casi, il dolore può associarsi ad un dolore di tipo nervoso, come nella sciatica, legato allo schiacciamento dei nervi da parte delle strutture ossee fratturate.

La stanchezza è un altro disturbo che solitamente si verifica e l’anemia ne è la cagione più importante. A volte il Mieloma è associabile anche ad insufficienza renale. Generalmente quest’ultima non presenta sintomi, ovvero viene scoperta con gli esami del sangue senza che il paziente lamenti precisi disturbi. Pur essendo asintomatica, se non si adottano specifici trattamenti, l’insufficienza renale peggiorerà.

Un altro disturbo che si può verificare è l’ipercalcemia. È una conseguenza all’esteso danno osseo provocato dalle plasmacellule e comporta un quadro clinico caratterizzato da sonnolenza, debolezza dei muscoli, alterazioni del ritmo cardiaco e stitichezza.

Meno frequentemente può verificarsi una neuropatia, cioè un malfunzionamento dei nervi, con annessa riduzione del senso del tatto e con difficoltà a muovere la muscolatura.

Infine, i pazienti affetti da Mieloma sono sovente più suscettibili alle infezioni. Anche in questo caso, la causa è da rintracciare nell’indebolimento delle difese immunitarie procurato dalla stessa patologia.

DIAGNOSI CON ACCURATE ANALISI DEL SANGUE

Quando si ha il timore di avere un Mieloma è importante sottoporsi a specifici esami per comprendere a cosa ci si trova di fronte. Gli esami del sangue, solitamente, prevedono:

Emocromo completo; Azotemia, creatinina, uricemia (per valutare la funzionalità dei reni); Calcemia, fosfatasi alcalina (per approfondire lo studio del metabolismo delle ossa); Elettroforesi proteica, dosaggio delle immunoglobine, dosaggio delle catene leggere sieriche, immunofissazione sierica (dosaggio della paraproteina nel siero); Dosaggio delle catene leggere nelle urine, immunofissazione urinaria o proteinuria di Bence Jones; Dosaggio delle catene libere nel siero o Freelite assay; Beta-2 microglobulina; Proteina C reattiva; LDH;

Esistono poi approfondimenti strumentali:

Aspirato midollare; Biopsia osteomidollare; Studio citogenetico del midollo osseo; Radiografia dello scheletro; Tac e/o la RMN della colonna vertebrale; PET/TAC

Dopo questi esami è possibile comprendere la stadiazione del mieloma. Quest’ultima fa comprendere la gravità della patologia.

COME CURARE IL MIELOMA MULTIPLO

Non tutti i pazienti che presentano mieloma hanno la necessità di cominciare con immediatezza una terapia per tenere a bada la malattia. In quanto i trattamenti che ci sono oggi, non consentono una guarigione completa e comportano effetti collaterali. Prima di iniziare una terapia si aspetta fino al momento in cui iniziano a manifestarsi sintomi che generali problematiche effettive.

Ad oggi i sintomi da considerare per dire che un Mieloma è sintomatico e pertanto bisognoso di trattamento sono:

– l’arrivo di anemia,

– verificarsi di insufficienza renale,

– il sopraggiungere di lesioni delle ossa

– la presenza di ipercalcemia.

Tali criteri sono quelli indicati dall’acronimo inglese “CRAB”.

TERAPIA CONSIGLIATA

Fino a poco tempo fa, i trattamenti utilizzati più frequentemente per la cura del Mieloma erano rintracciabili in varie tipologie di chemioterapia, steroidi, terapia ad alto dosaggio e trapianto di cellule staminali. Di recente, tuttavia, sono stati proposte nuove cure nella classe di farmaci disponibili: talidomide, bortezomid, e lenalidomide. Ci sono poi anche varie terapie di supporto per il trattamento dei sintomi e delle complicanze legate al Mieloma. Queste comprendono un gruppo di farmaci conosciuti come bisfosfonati, usati per intervenire sulla patologia ossea, e l’eritropoietina per i casi di anemia.

Scegliere una cura per Mieloma è questione complessa, poiché non è stata ancora riconosciuto un trattamento ottimale. In ogni persona, infatti, la malattia si presenta in maniera differente.

TERAPIA CON IL TRAPIANTO DI CELLULE STAMINALI

Si possono distinguere due differenti aree di trattamento del Mieloma Multiplo in base all’età e alle altre malattie dell’individuo.

È importante fare distinzione fra persone che si possono sottoporre al trapianto di cellule staminali e quelle che non possono eseguirlo. È stato provato, infatti, che il trapianto autologo è superiore rispetto alla chemioterapia normalmente utilizzata per i pazienti di età inferiore o uguale a 65 anni, in assenza di grosse patologie concomitanti e con buona funzionalità dell’organo. Occorre, tuttavia, tenere conto che il limite connesso all’età non è così drastico e che in vari casi il trapianto può essere esteso anche a pazienti con età superiore a 65 anni dopo una precisa valutazione delle condizioni cliniche generali. Per le persone che hanno superato i 65 – 70 anni, il vantaggio del trapianto non è stato evidenziato.

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