Dott. Marino Brunori – Specialista in Ematologia

In base ad una definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si dice Anemiauna concentrazione di emoglobina (Hb), nei globuli rossi del sangue, al di sotto di 12 g/dl nelle persone di sesso femminile e 13 g/dl in quelle di sesso maschile”.

In particolare la condizione di anemia in una persona anziana può rendersi più evidente con il passare degli anni: si assiste ad un netto incremento dopo i 60 anni, un picco dopo gli 80. Nella maggioranza dei casi è riconducibile ad una patologia che già è presente.

PERCHE’ E’ COSI’ IMPORTANTE CONTROLLARE IL LIVELLO DI ANEMIA NELLA STABILITA’ DELL’ANZIANO ?

Nel mantenimento dell’omeostasi della persona anziana, il manifestarsi di anemia senile è un punto cruciale, poiché influisce nettamente sulla funzionalità fisica e di conseguenza sull’eventuale disabilità. Anche se priva di sintomi, e all’apparenza sopportata agevolmente, può comportare il veloce peggioramento di varie patologie, oltre che compromettere in maniera decisiva l’autosufficienza dell’individuo anziano stesso. È assodato e condiviso in tutto l’ambito sanitario, il fatto che un’anemia non trattata possa associarsi ad astenia, declino funzionale, aumentata morbilità e mortalità, deficit neurologici e cognitivi, depressione, aumentata possibilità di cadute, problemi cardiovascolari e renali. L’insorgere dell’anemia ha ricadute sull’indipendenza e la qualità della vita degli anziani. Altresì, un livello di emoglobina definito medio o medio – basso potrebbe avere un effetti negativi sulla mobilità dell’anziano, aggiungendosi all’effetto già determinato da patologie croniche pre-esistenti.

Esistono anche forme di Anemia Ereditaria come l’anemia falciforme, la talassemia, l’anemia di Diamond – Blackfan e l’anemia di Fanconi.

In ogni caso, l’anemia può essere catalogata come un agente di rischio indipendente di declino funzionale: anche modesti abbassamenti di emoglobina possono cagionare importanti riduzioni nella disponibilità di ossigeno e contribuire al determinarsi di difficoltà motorie o di franca disabilità.

PATOLOGIE LATENTI COME CAUSA DI ANEMIA SENILE

Nella maggioranza dei casi l’anemia è riconducibile ad una patologia sottostante: neoplasie, processi infettivi (in particolare se cronici), malnutrizione e carenza di ferro.

Negli anziani, la mancanza di ferro è sovente connessa ad uno stillicidio cronico da farmaci gastrolesivi (come i FANS, farmaci antinfiammatori non steroidei, presi cronicamente e a volte in maniera sbagliata dall’anziano stesso), da ulcere gastrointestinali, diverticoli, cancro colon-rettale. In diversi frangenti l’origine può essere riscontrabile in un deficit nell’assorbimento del ferro stesso.

Così come un’altra causa può essere rintracciabile nella carenza di vitamina B12 ed acido folico, interessati nella formazione degli elementi del sangue come i globuli rossi.

Il grado di anemia di solito è direttamente proporzionale alla gravità della patologia sottostante. Tuttavia, occorre anche precisare, che non è sempre possibile trovare la causa specifica dell’anemia poiché, soprattutto nell’anziano, può dipendere da vari fattori tipicamente legati all’età: riduzione della massa magra, ridotta richiesta di ossigeno, ridotta secrezione di eritroproietina (ormone responsabile della formazione dell’emoglobina e dei globuli rossi dal midollo osseo).

Altresì nel midollo osseo, denominato emopoietico, si evidenzia con l’andare avanti dell’età un progressivo abbassamento della riserva funzionale, una riduzione del numero dei precursori staminali e della loro capacità maturativa.

L’insufficienza renale, situazione frequente nelle persone in età avanzata, può accompagnarsi ad anemia in seguito alla ridotta capacità dei reni di secernere eritropoietina. Tale insufficienza renale si associa ad astenia, riduzione della capacità di concentrazione e della memoria, letargia ed aumentata incidenza di morbilità e mortalità cardiovascolare.

ESAMI DIAGNOSTICI PREVENTIVI

L’insorgere di anemia nell’anziano deve essere accertata anche in apparente assenza di sintomi.

Esame morfologico del sangue

Il comune esame emocromocitometrico dovrebbe essere costantemente integrato dalla conta reticolocitaria e dallo striscio di sangue periferico. Nella valutazione iniziale andrà riconosciuta la tipologia di anemia così da poter dare avvio agli idonee cure terapeutiche.

Ovviamente non per tutti gli anziani è necessario iniziare un iter diagnostico complesso, ma solo coloro che, per aspettativa e qualità di vita, possano trarne un beneficio dalla reversibilità della condizione anemica a prescindere dall’ età stessa.

Pertanto è fondamentale da parte del medico prestare grande attenzione alla diagnosi differenziale e alla cura delle anemie, non soltanto per l’evidente correlazione tra livelli di emoglobina e declino funzionale nel soggetto in età avanzata, ma soprattutto per la potenziale reversibilità della condizione anemica e dalla possibilità di avere, dopo la correzione dell’anemia stessa, uno step migliorativo della capacità funzionale e quindi della qualità della vita del soggetto.

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